In scena allo Smeraldo, l’innovativo spettacolo Napopletango.
Ideato e diretto dal regista Giancarlo Sepe, Napoletango ha debuttato in prima internazionale nel prestigioso San Carlo di Napoli il 18 e il 19 giugno2010, in coproduzione con il Napoli Teatro Festival Italia.
Reduce da uno straordinario successo di critica e di pubblico in tutta Italia e dopo l’acclamato debutto al Teatro Coliseum di Londra, Napoletango torna a calcare i palcoscenici dei teatri italiani.
Dal 29 novembre al 4 dicembre lo spettacolo approderà al Teatro Smeraldo di Milano. Napoletango prosegue quel percorso teatrale intrapreso da Giancarlo Sepe ormai da molti anni: fondere insieme l’immagine e la musica, trasportandole in quel grande contenitore che è il teatro.
Napoletango è la storia della famiglia Incoronato, famosa a Napoli e sul territorio della regione. Essa si sposta come un chiassoso circo familiare, viene chiamata per cerimonie religiose e feste di paese. Essa è la prova vivente della specializzazione dell’ artista, e la specializzazione è il tango. Non il walzer, non la samba, non il fox-trot o il liscio, ma il divino, tragico e sensuale tango argentino. Come lo abbia imparato e da chi è un vero mistero. Sta di fatto che ormai da quattro generazioni la famiglia Incoronato detta legge in materia, le sue invenzioni, il suo ritmo, l’originalità delle figure e la fastosa ridondanza dei corpi che si muovono hanno colpito il mondo intero e hanno creato proseliti un po’ ovunque. Nella compagnia serpeggiano capigliature nere come la pece e vestiti aderenti che fasciano corpi e menti, la loro ispirazione, come appare, è costante e tale da motivare ogni singolo gesto, anche il più elementare, il più quotidiano come il mangiare, il bere, il dormire e finanche il camminare. Sono dei veri fenomeni: Concetta, la matriarca, il figlio con la sua sposa, i figli, i fratelli e le sorelle, i cugini, persone appartenenti a posti e a razze diverse, passano tutti come lontani parenti della famiglia Incoronato, una famiglia allargata da sempre nuovi elementi, anche biondi e anche stranieri, gente che non conosce la lingua napoletana, ma neanche quella italiana, gente di colore, persone non vedenti, cantanti e ballerini. Tutti ballano il tango a Napoli ed è subito Napoletango.
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