Si inaugura il prossimo 1 febbraio alla Dream Factory la personale di Vittorio Formisano.
Chi conosce il percorso di Vittorio Formisano, sa quanto tiene al titolo di una personale e a tutto il lavoro di idee e materiale che l’anticipa.
In dieci anni di attività, Formisano ha sempre lavorato per serie, riproducendo quasi in modo ossessivo i suoi piccoli personaggi, cercando di rappresentare “il disagio di vivere” che ci riguarda tutti, attraverso sfondi densi di materia e memoria, da cui emergono figure disegnate o abbozzate, bocche aperte ad urlare parole che rimangono mute.
Il suo intento non è quello di creare qualcosa di piacevole al pubblico, la sua è bensì una volontà concreta di denunciare con ironia, i soprusi e le piccole mortificazioni del quotidiano, della gente comune.
Visivamente questa personale l’ha studiata volutamente così, con dipinti che utilizzano diversi materiali, installazioni, e due performance, una a sorpresa, e l’altra dal titolo “Meglio 100gg da pecora che uno da leone” azione con la quale ha debuttato tra gli eventi paralleli delle Biennale di Scultura di Carrara del 2010 e che poi ha eseguito per il Festival della Creatività di Firenze, e per i Teatri di Vetro5 a Roma, con la regia di Adriana Michetti.
Più che una personale omogenea per la Dream Factory, Formisano è una collettiva di una sola persona cosciente che “l’arte significa di nuovo (e finalmente) ideologia.
Fino al 25 marzo 2012