L’Architettura del Mondo in Triennale

La Triennale di Milano ospita una mostra dedicata all’Architettura internzionale: strade, aereoporti, stazioni che hanno un loro uso funzionale ma possono essere vere e proprie opere d’arte.

La mostra si compone di quattro sezioni di cui  una, quella storica, riguarda il Novecento, presentando opere note come i  disegni di Le Corbusier per Algeri o Chandigarh, quelli di Saarinen per la  stazione di Helsinki o di Poelzig per la diga di Klingerberg, ma anche casi che,  ancora oggi, possono costituire un esempio per la capacità di creare spazio  pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca, la sistemazione del  lungofiume di Lubiana di Plecnik o il progetto architettonico di Rino Tami per  l’inserimento ambientale dell’autostrada del Ticino.

Una sezione apposita  riguarda, poi, la grande ingegneria italiana così come si è fatta conoscere, in  Italia e all’estero, tra gli anni ’50 e i ’70.

La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al  di fuori del nostro paese si pone l’obiettivo di presentare un catalogo  aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire  un modello per chi come l’Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso  degli ultimi anni.

La sezione dedicata al panorama nazionale  intende dar conto di quanto, pur con discontinuità e contraddizioni, è in corso  d’opera o è da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune  situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio,  città, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti  come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia o le opere  intraprese dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Cambia drasticamente la scala dello scenario  nell’ultima sezione della mostra in cui oggetto dell’attenzione sono colossali  opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all’approvvigionamento idrico  o energetico ad una circolazione “globale”. Operazioni già da tempo in atto in  Africa, in Cina o in Sud America, a Bering o a Panama e che hanno i loro  precedenti nel Novecento, in operazioni storiche come quelle prefigurate dall’ Atlantropa di Herman Sörgel, che prevedeva l’abbassamento del livello del  Mediterraneo a scopo agricolo e  energetico, o le operazioni intraprese  nella Russia di Stalin o nell’America del New Deal.

Fino al 10 febbraio 2013. Ingresso 8 euro.

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