Cibo e Cinema all’Anteo

cinemaCibo e cinema: un binomio indissolubile all’Anteo Spazio Cinema a Milano.

Prima una degustazione offerta dagli amici di Cascina Caremma di Besate (19.30) e a seguire la proiezione in anteprima di Slow Food Story (20.00) , la storia dell’uomo e del movimento che hanno rivoluzionato la gastronomia

Saranno presenti in sala: il regista Stefano Sardo, Moni Ovadia e Carlo Casti, fiduciario della Condotta di Slow Food Milano

 Questa è la storia di una rivoluzione. Una rivoluzione culturale, una di quelle che non lasciano morti sul campo, ma che ugualmente, una volta messe in moto, segnano un punto di non ritorno. Questa è la storia di una rivoluzione lenta. Slow. Come una lumaca. Una rivoluzione che va avanti da 25 anni e ancora non dà cenno di volersi fermare. E ha un suo lìder maximo, che si chiama Carlo Petrini, detto Carlìn. L’inventore di Slow Food. È lui che in Italia nel 1986 fonda l’associazione gastronomica ArciGola, e tre anni dopo lancia a Parigi lo Slow Food, un movimento internazionale che nasce come Resistenza al fast food, che allora stava minacciando la gastronomia locale in tutto il pianeta.

L’idea piace, il movimento della chiocciola trova adepti in tutto il mondo. Partendo da Bra, cittadina di 27mila abitanti, e parlando quasi esclusivamente dialetto piemontese, Carlìn crea dal nulla un’associazione internazionale che oggi ha 85.000 soci in 130 paesi, e che ha un impatto straordinario nel mondo della gastronomia e nella cultura del nostro tempo. La sua scommessa è potente: affrancare la gastronomia dalla marginalità culturale cui è relegata e restituire al cibo la centralità – economica, politica, scientifica, filosofica – che gli spetta. uesta è la storia di una rivoluzione. Una rivoluzione culturale, una di quelle che non lasciano morti sul campo, ma che ugualmente, una volta messe in moto, segnano un punto di non ritorno. Questa è la storia di una rivoluzione lenta. Slow. Come una lumaca. Una rivoluzione che va avanti da 25 anni e ancora non dà cenno di volersi fermare. E ha un suo lìder maximo, che si chiama Carlo Petrini, detto Carlìn. L’inventore di Slow Food. È lui che in Italia nel 1986 fonda l’associazione gastronomica ArciGola, e tre anni dopo lancia a Parigi lo Slow Food, un movimento internazionale che nasce come Resistenza al fast food, che allora stava minacciando la gastronomia locale in tutto il pianeta.

L’idea piace, il movimento della chiocciola trova adepti in tutto il mondo. Partendo da Bra, cittadina di 27mila abitanti, e parlando quasi esclusivamente dialetto piemontese, Carlìn crea dal nulla un’associazione internazionale che oggi ha 85.000 soci in 130 paesi, e che ha un impatto straordinario nel mondo della gastronomia e nella cultura del nostro tempo. La sua scommessa è potente: affrancare la gastronomia dalla marginalità culturale cui è relegata e restituire al cibo la centralità – economica, politica, scientifica, filosofica – che gli spetta.

 

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