Omaggio a Cajcovskij al Manzoni di Milano

danzaUna serata speciale al Manzoni di Milano questo 5 novembre 2013, con un omaggio al grande compositore russo Cajcovkij.

Omaggio a Cajkovskij’ non è un titolo scontato ma è un omaggio di vera e profonda riconoscenza che Liliana Cosi e Marinel Stefanescu hanno voluto tributare al grande compositore russo che in soli 53 anni di vita ha regalato al mondo incantevoli bellezze musicali e ha dedicato tanto del suo genio, come nessun altro musicista, anche al mondo del balletto.

primo tempo del Concerto n° 1 per pianoforte e orchestra di Cajkovskij.Da un ricordo di adolescente quando, quattordicenne, il coreografo fu affascinato da questa musica, ad un omaggio maturo per un compositore molto amato, utilizzando una estrosa tecnica neo-classica per ballerini di primissimo livello in elegantissimi abiti da sera

“Romeo e Giulietta”, ouverture fantasie di P. I. Cajkovskij.Il dramma di Shakespeare viene qui rappresentato nelle sue linee più essenziali, entro i canoni delle tragedie del Teatro classico greco: unità di tempo, di luogo e di azione.

Il racconto comincia all’inizio della notte e finisce all’alba; tutto si svolge nel giardino di Giulietta. E tutto avviene tra i personaggi che sono in scena: Romeo, Giulietta, Mercuzio e Tebaldo. La coreografia resta fedele all’ispirazione del celebre compositore russo che ha voluto trasmettere al pubblico l’impronta suscitata in lui dall’opera Shakespeariana, in tutta la sua drammaticità.

“Schiaccianoci” pas de deux.tratto dal secondo atto del balletto omonimo di Cajkovskij.Una coreografia leggera e spumeggiante come lo è la musica, dove la tecnica si veste di grazia al femminile e di virile eleganza al maschile.

“Patetica”.primo movimento della Sinfonia n°6 di Cajkovskij.Il coreografo seguendo il disegno dei temi musicali connessi all’animo del compositore, identifica attraverso il linguaggio coreografico i tre personaggi del balletto: la Vita, l’Amore, il Destino. Attraverso le reazioni del gruppo dei solisti e i loro sentimenti nel confronto del dramma, il coreografo dà la possibilità agli spettatori di partecipare e vivere l’azione scenica. La Vita pur conoscendo dall’inizio l’impossibilità di sfuggire all’ineluttabilità del destino, ama fino al totale sacrificio di sé.

 

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