I Mummenschanz al Carcano di Milano

Mummenschanz254X270In scena al Carcano di Milano dal 26 novembre al 1 dicembre 2013 i Mummenschanz, un ensemble svizzero che proprio quest’anno festeggia il suo quarantesimo compleanno di attività con un tour mondiale.

Gli spettacoli dei MUMMENSCHANZ sono stati applauditi in più di sessanta paesi in Europa, nelle Americhe, in Asia, Africa e Oceania, invariabilmente acclamati come “poetici”, “incredibili!”, “imperdibili!”, “divertentissimi!”, caso più unico che raro di iperboli pienamente meritate.

Oggi i MUMMENSCHANZ sono molto più di un nome. Il loro lavoro è diventato una forma d’arte che ha affascinato diverse generazioni di spettatori di ogni età e cultura che, accompagnati lungo un percorso fantasioso e affascinante, sperimentano l’esilarante incontro con strane creature senza tempo, dalle forme bizzarre e colorate.

Oltre a Floriana Frassetto, “artigiana della fantasia”, interprete e coautrice di tutto il repertorio, fanno attualmente parte della compagnia:

– Raffaella Mattioli, coreografa, interprete del repertorio dal 2000;

– Pietro Montandon, attore teatrale e televisivo, con i MUMMENSCHANZ dal 2008;

– Philipp Egli, danzatore, coreografo, interprete dal 2012 del ruolo di Bernie Schürch (fondatore insieme ad Andres Bossard e Floriana Frassetto della compagnia);

– Dino “Chico” De Maio, direttore tecnico e musicista, con la compagnia dal 1981;

– Jan Lukas, light designer e direttore tecnico della compagnia dal 2007

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Cani e Gatti: De Filippo al Carcano di Milano

teatroIl teatro Carcano inaugura la nuova stagione teatrale con una commedia.

Autentica macchina per ridere, Cani e gatti (Marito e moglie) è un classico indiscusso della commedia partenopea.

Sorprendentemente attuale dopo più di un secolo, ritrova protagonista Luigi De Filippo, personalità tra le più autorevoli del teatro napoletano.

Scritta da Eduardo Scarpetta del 1901, la commedia andò in scena l’ultima volta nel 1970 al Teatro Eliseo di Roma in un adattamento di Eduardo De Filippo, che la ridusse da tre a due atti. La versione cinematografica del 1952 ebbe protagonista Titina De Filippo a fianco di Umberto Spadaro. Come già Eduardo più di quarant’anni fa, Luigi De Filippo è un protagonista di eccezionale misura comica e la sua riduzione, adattata ai gusti contemporanei con tempi comici più serrati, conserva la verve del nonno Scarpetta.

Il fresco matrimonio di Ninetta e Ciccillo è turbato dall’eccessiva gelosia di lei, che logora senza tregua il rapporto creando in casa un’atmosfera di continua tensione. Intervengono i genitori di Ninetta, Don Salvatore e Rosina, che decidono di fingersi “cani e gatti”, per dimostrare come un’incessante litigiosità mini alle fondamenta le basi del matrimonio, che dovrebbero invece posare su un solido strato di armonia e serenità. Nel gioco a quattro, tra equivoci e risse verbali vere o fasulle, si inseriscono gli altri personaggi, caricature di spiccata vivacità partenopea.

Nel finale dello spettacolo, il protagonista si rivolge al pubblico con una battuta che chiarisce l’origine di tutte le incomprensioni coniugali: “La donna sposa l’uomo sperando che cambi, però l’uomo in realtà non cambia; al contrario, l’uomo sposa la donna sperando che non cambi, e invece la donna cambia, eccome!”.

 Dal 9 al 20 ottobre.

Mi Voleva Strehler al Carcano di Milano

2Appuntamento al Carcano di Milano con Mi Voleva Streherl in scena dall’1 al 12 maggio 2013.

La proposta di Mi voleva Strehler nasce dal desiderio di festeggiare insieme al pubblico milanese i trentacinque anni dalla nascita di questo spettacolo ormai di culto, con più di mille repliche al suo attivo: è infatti dal 1978, anno della sua messa in scena al Teatro Gerolamo, protagonista allora come oggi Maurizio Micheli, che mantiene immutate la sua forza comica e satirica.

Un esempio di teatro-cabaret ineguagliato, tanto nella misura (due atti di cinquanta e quaranta minuti l’uno), quanto nella composizione. Lo spettacolo gioca infatti su diversi piani mascherando, dietro un’apparente facilità, una riflessione profonda sull’arte dell’attore. Scritto da Umberto Simonetta e dallo stesso Micheli e diretto oggi da Luca Sandri, il testo narra, col pretesto di un provino che un attore di cabaret deve sostenere davanti a Giorgio Strehler e che gli aprirà le porte del grande teatro, uno spaccato del teatro italiano a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Assistiamo così alla scoperta del “teatro alternativo” e all’impegno politico di ispirazione brechtiana, al racconto de “la prise de l’Odéon” ai tempi del ’68 e alle imitazioni nostrane dei grandi innovatori di quell’epoca: il Living Theater, Grotowski, il Terzo Teatro, rese ancora più comiche dallo stridore, forse solo apparente, con la condizione reale del giovane attore narrante.    

In Scena al Carcano l’Affarista

teatroIn scena al Teatro Carcano di Milano dal 3 al 14 aprile l’Affarista.

Scritto a metà Ottocento da Honoré de Balzac, grande maestro della letteratura realista, L’Affarista (Le Faiseur) possiede una stringente attualità, un incredibile impatto sull’uomo contemporaneo poiché tratta temi molto sentiti come la frenesia e l’immoralità delle speculazioni economiche, lo spietato gioco delle Borse, il mondo losco e cinico degli affari.

Protagonista è Mercadet, personaggio monomaniaco, vigoroso, geniale e cialtrone, degno della grande Commedia umana di Balzac.

Mercadet (Geppy Gleijeses) vive per perseguire la sua unica, fondamentale idea fissa, quella di arricchire, speculare: egli è mosso infatti da una sorta di libido del denaro, che vive come nevrosi esistenziale.

Gioca in Borsa con soldi che – in realtà – non gli appartengono. E’ infatti sull’orlo della bancarotta, assediato dai creditori: una crisi che, fin dall’inizio, imputa al socio Godeau, andato con la cassa a cercar fortuna nelle Indie e di cui nulla si sa più. Ma nell’attesa di Godeau, Mercadet non resta beckettianamente inerte, tutt’altro: certo che il motore della società moderna sia il denaro e che l’onore sia fondato ormai sulla sola apparenza, usa la moglie quale stendardo della propria fortuna e la costringe a partecipare, elegantemente abbigliata, ad ogni occasione mondana. Un modo per “truccare” il mercato in proprio favore, per tenere in pugno i creditori, ancor più sensibili di lui al miraggio del facile guadagno, ottenendo così le loro azioni e addirittura i risparmi dei propri servitori per i suoi maneggi finanziari.

Ancora, Mercadet cerca, senza successo, di maritare la figlia bruttina (Marianella Bargilli) a un dandy presuntamene abbiente che si rivela poi uno spiantato, e si ingegna per mettere addirittura in scena il ritorno del suo socio. E sarà proprio nel gioco degli arrivi falsi o ipotetici di Godeau che troverà la salvezza a un passo dal baratro, ottenendo che ogni cosa si ricomponga sul piano economico, degli affetti, come pure su quello della morale a cui Mercadet, sospinto dalla moglie e dagli eventi, alla fine s’inchina (ma possiamo credergli?), ritirandosi in campagna a vivere di un lavoro onesto.

Al Carcano Glauco Mauro e Roberto Sturno raccontano Beckett

teatroCon il nuovo allestimento DA KRAPP A SENZA PAROLE Glauco Mauro e Roberto Sturno ritornano a distanza di oltre vent’anni ad esplorare la profondità del lavoro di Beckett (è del 1990 la loro messa in scena, suddivisa in due parti, di dieci atti unici).

“Far capire al pubblico che Beckett non è difficile e complicato, ma difficile e complicata è la vita. La vita che Beckett, pur nella sua angoscia, ha saputo raccontarci con una sotterranea ma struggente pietà. Questo vogliamo esprimere con il nostro spettacolo, questo è il nostro desiderio”.

Samuel Beckett (1906-1989, premio Nobel per la Letteratura nel 1969) è certamente un innovatore nella storia del teatro. Con le sue opere ha mostrato un nuovo modo di interpretare il rapporto tra la vita e l’uomo, una visione grottesca che spesso sfocia in una disperata comicità. Vari momenti poetici ma lo stesso tema: l’uomo e la sua fatica di vivere.

 Lo spettacolo si apre con Il Prologo in cui è Beckett stesso che ci parla, raccontato da Mauri e Sturno attraverso alcune sue dichiarazioni.

Respiro. Un cumulo di macerie. Pochi secondi: è la vita. La vita che passa tra il primo vagito e l’ultimo respiro. Particolare curioso: Respiro fu rappresentato per la prima volta a New York nel 1969 al Teatro Eden come scena iniziale di Oh! Calcutta.

Improvviso dell’Ohio .deve il suo titolo per essere stato scritto per l’Università di Columbus (Ohio) e là rappresentato in occasione del settantacinquesimo compleanno di Beckett. Un uomo (il Lettore) legge un libro ad un altro uomo (l’Ascoltatore) per aiutarlo a sopportare il dolore di un’assenza (una moglie morta o forse abbandonata). Il testo che il Lettore legge si riferisce alla vita dell’Ascoltatore: essi infatti non sono due persone ma un unico uomo che, in un fantastico sdoppiamento, sembra – con l’ascoltarsi – cercare una speranza di sollievo al dolore.

 Atto senza parole e L’ultimo nastro di Krapp, due testi relativamente brevi al confronto di altri famosi capolavori, sono forse le opere che più chiaramente esprimono alcuni aspetti del mondo beckettiano.

Nello stupito, grottesco silenzio del primo, l’uomo beffato e ingannato dalla vita che sembra sempre soccorrerlo, ma poi sempre lo delude, trova la sua commovente dignità nel rifiuto e in una voluta solitudine.

Nel secondo, il vecchio Krapp ascolta una bobina registrata molti anni prima, la sera del suo trentanovesimo compleanno. Riaffiorano persone, visi ormai sbiaditi dal tempo, si riscoprono sentimenti e tra questi, ormai dimenticata, una storia d’amore, “quando la felicità era forse ancora possibile”. Il nastro finisce e Krapp rimane disperatamente solo nel buio della sua “vecchia tana” piena di bobine che raccontano la storia della sua vita ma che finiranno col rimanere vuote, esaurite di ricordi.

Mauri, primo in Italia, con la Compagnia dei Quattro, a mettere in scena Atto senza parole, e primo Krapp italiano, dialoga, oggi, con la sua stessa voce di quando ha cominciato.

Dal 13 al 24 marzo 2013. Teatro Carcano Milano

Bulli e Pupe al Carcano di Milano

teatroIn scena al Carcano di Milano Bulli e Pupe dall’8 al 10 marzo 2013.

Bulli e Pupe, il celebre, divertente e  colorato musical di Broadway dall’intreccio perfetto dove tutto funziona grazie al vivace libretto di Abe Burrows e alle immortali musiche di Frank  Loesser (“Luck be a Lady” e “A woman in love” tra le canzoni universalmente conosciute), è la nuova produzione, in esclusiva per l’Italia, della Compagnia Corrado Abbati. Lo spettacolo vanta un cast di oltre venti artisti tra cantanti e ballerini,voci importanti, costumi coloratissimi, balletti mozzafiato e scene eleganti nel segno di una qualità riconosciuta.

Bulli e Pupe debuttò a Broadway nel 1950 totalizzando 1200 repliche per quasi cinque anni ininterrotti di programmazione e ottenendo prestigiosi premi come il “New York Drama Critics Award” e ben cinque “Tony Award”. Il debutto a Londra è del 1953 e da allora numerose sono state le edizioni messe in scena in ogni parte del mondo. Dallo spettacolo teatrale venne tratto nel 1955 un film diretto da Joseph L. Mankiewicz con Marlon Brando, Frank Sinatra e Jean Simmons: un successo mondiale.

Per il suo sapiente accostamento di gag e ritmo, Bulli e Pupe è considerato  da molti il musical perfetto. In esso lo spirito di Broadway regna sovrano, le atmosfere e i pittoreschi personaggi tipici della Quarantaduesima Strada – piccoli boss di quartiere, fanciulle virtuose e redentrici, giocatori d’azzardo, ballerine da night club – ne fanno uno spettacolo brillante, comico e insieme romantico.

Energico e spensierato, Bulli e Pupe ci introduce in un mondo di belle donne e giovani bulli con il pallino del gioco. Due di loro, Sky Masterson e Nathan Detroit, non sanno resistere alla tentazione di fare o accettare scommesse su qualsiasi cosa. Così, quando una bella ragazza un po’ bacchettona appartenente all’Esercito della Salvezza si installa nel quartiere, Nathan scommette che Sky non riuscirà a sedurla. Ma tutte le poste in palio perdono di valore quando Sky si innamora perdutamente …

 

La Tela del Ragno al Carcano: Torna il Vero Teatro

teatroUno spettacolo gradevole, piacevole e frizzante quello proposto dal Carcano di Milano con La Tela del Ragno, della compagnia Attori & Tecnici 

Scritto nel 1954, il testo fu commissionato alla Christie da un’attrice ai tempi molto famosa, Margaret Lockwood, desiderosa di abbandonare i ruoli da cattiva che le venivano solitamente assegnati. La Christie, all’epoca fresca del successo di Trappola per topi, la accontentò ritagliando anche una parte per la figlia adolescente dell’attrice.

Nel 1960 ne fu tratto un film interpretato da Glynis Johns e diretto da Godfrey Grayson.

Stupende scenografia e costumi per uno spettacolo davvero per recitato, che tiene viva l’attenzione dello spettatore, grazie anche all’humor inglese che il testo sprigiona.

Nell’abitazione londinese di Harry e Clarissa Hailsham arrivano tre ospiti: Sir Rowland Delahaye, Hugo Birch e Jeremy Warrender. Mentre Harry è fuori per affari, Clarissa riceve la visita di Oliver, che in seconde nozze ha sposato la prima moglie di Harry, Miranda. Oliver insiste perché la figliastra Philippa vada a vivere con la madre, ma Clarissa non è d’accordo. La tensione sale quando, poco dopo l’uscita di scena di Oliver, Clarissa attraversa il soggiorno e si imbatte nel cadavere di uno sconosciuto. Che fare? Harry tornerà a breve con un altro ospite di riguardo e la donna decide di chiedere aiuto agli altri per far sparire il corpo. Ma proprio mentre si accingono a portarlo fuori, suonano alla porta: è la polizia. Inizia così una lunga serie di interrogatori durante i quali i vari personaggi raccontano storie sempre più strampalate e contraddittorie, mentre gli investigatori li incalzano mettendoli in difficoltà: cosa è successo? che cosa hanno da nascondere? chi è il morto, perché e da chi è stato ucciso?

Fino al 17 febbraio 2013