Farfalle Nello Stomaco all’Out Off

teatro_out_off_1In scena all’Out Off dal 25 novembre lo spettacolo Farfalle nello Stomaco, scritta da Gianmarco Pozzoli.

“Farfalle nello Stomaco” porta in scena la storia di un innamoramento. Un amore che ognuno di noi ha vissuto, sta provando o spera di incontrare, in un modo così forte e avvolgente da sembrare un film.

Un coro di dieci giovani attori svela i pensieri e le emozioni dei due protagonisti, coinvolgendo gli spettatori in platea in una performance multisensoriale. Piccoli gesti e delicate sorprese amplificano la partecipazione. Musica e luci creano i luoghi della storia. Una storia che vorremmo diventasse anche quella di chi guarda.

Gianmarco Pozzoli sceglie il teatro per la sua prima regia. Un’impresa ispirata e fuori dagli schemi per l’attore lanciato da Zelig, voluto da Sergio Rubini nella sua ultima commedia “Mi rifaccio vivo” e interprete amato dal pubblico nelle vesti dell’assistente di Polizia Huber nella fiction Rai “Un passo dal cielo”. Ora nella scrittura con Simona Angioni e sul palcoscenico con Roberta Mengozzi, la vena surreale di Pozzoli si lascia affiancare da un illuminato spirito femminile.

Prodotto da Luca del Fuego Confortini e Teatro Primo Studio Film Beyond, “Farfalle nello stomaco”, è un esperimento coraggioso che cerca la propria definizione nel coinvolgimento dello spettatore: sarà partecipe di situazioni, colori, profumi e sensazioni che si sviluppano sul palco attorno ad una storia che più antica non potrebbe essere: l’amore…

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Thanks for Vaselina all’Out Off

 teatro_out_off_1L’Out Off inaugura la nuova stagione teatrale con Thanks for Vaselina, dal 1 al 6 ottobre 2013.

Thanks for Vaselina racconta la storia di esseri umani sconfitti, abbattuti, lasciati in un angolo dal mondo che prima li ha illusi, sfruttati e poi tragicamente derisi. E’ il controcanto degli “ultimi” e degli esclusi dal mondo del successo e del benessere. In un esistenzialismo da taverna dove ogni desiderio è fallimento. Genitori disperati e figli senza futuro combattono nell'”istante” che gli è concesso per la propria sopravvivenza, vittime e carnefici della lotta senza tempo per il potere e per l’amore. In una continua escursione fra la realtà e l’assurdo, fra il sublime e il banale. Come una corda sempre tesa fra il cielo e i bassifondi in uno spalancarsi di abissi dove, ad ogni passo, non si può che restare in bilico. Tasselli di una catena alimentare, di una selezione naturale che non avrà mai fine, fino all’ultima bomba, fino all’ultimo uomo.

 

Testori in Scena all’Out Off

teatro_out_off_1In Exitu di Giovanni Testori in scena all’Out Off di Milano dal 20 al 30 giugno 2013.

Sono passati ventiquattro anni da quando “In exitu” di Giovanni Testori veniva rappresentato all’Out Off per un mese di repliche con l’interpretazione di Franco Branciaroli e dello stesso autore, ma ancora risuonano in noi quelle parole così crude e lancinanti che ci restituivano lo strazio di quel giovane eroinomane abbandonato a consumare la propria fine nella solitudine più disperante della mastodontica Stazione Centrale di Milano.

Un evento di altissimo spessore culturale che scuoteva le  coscienze restituendo quel senso di pochezza dell’esistenza che, come dice Testori, d’un tratto diventa senso dell’eterno.

Ora in occasione del ventennale dalla sua scomparsa abbiamo voluto riprendere il suo bellissimo testo come un omaggio all’atto d’amore che allora Testori ci rivolse scegliendo l’ Out Off anche come luogo di accoglienza per gli incontri da lui dedicati “alla parola come” in cui redisse un importante manifesto teatrale.

Lo Zoo di Vetro all’Out Off di Milano

teatro_out_off_1All’Out Off di Milano dal 28 maggio al 9 giugno va in scena Lo Zoo di Vetro, dramma del grande Tenneesee Williams.

La storia narra le vicende di una famiglia americana decaduta durante l’epoca post-bellica degli anni ’30, in uno Stato del Sud. Amanda, la madre, ricorda di quando era una ragazza ammirata e corteggiata ma allo stesso tempo è consapevole della sua attuale condizione, che la costringe ad una dura lotta giornaliera per il mantenimento di un nucleo familiare solo apparentemente solido e unito. Ha un figlio, Tom, ed una figlia zoppa, Laura, ragazza fragile, timida, inadatta alla vita che custodisce con immensa cura la collezione di piccoli animali di vetro che dà il nome e il senso all’intero dramma.

Amanda tenta di contrastare questa fragilità con tale vitalità da riuscire a convincere Tom ad invitare a pranzo un collega di lavoro, coltivando in cuor suo la speranza che dall’incontro con Laura possa nascere un rapporto, un dialogo, qualcosa che provochi un mutamento. Tom invita Jim O’Conor, di cui Laura era segretamente invaghita ai tempi del liceo, la personificazione dell’ideale di Laura. Jim è infatti educato, cortese, impeccabile, ma la speranza subito delusa di un futuro, l’ennesima illusione spezzata rompono per sempre il labile e precario equilibrio di quel fragile nucleo familiare. Tom parte per sempre portandosi via il suo fagotto pieno di rimorsi.

Da non perdere!

La Trilogia di Orfeo all’Out Off

teatro_out_off_1Arriva a Milanodal 14 al 26 maggio,  al Teatro OutOffCarrozzeria Orfeo, compagnia che nel 2012 si è aggiudicata il Premio Nazionale della Critica dell’ANCT, con una personale dedicata alla sua trilogia ‘Robe dell’altro mondo’ (14>19 maggio), ‘Sul Confine’ (21>23 maggio) e ‘Idoli’ (24>26 maggio).

 Diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, dove si sono conosciuti e formati, Massimiliano Setti e Gabriele Di Luca insieme a Luisa Supino, costituiscono nel 2007 la compagnia Carrozzeria Orfeo, di cui sono autori, registi ed interpreti, insieme ad altri collaboratori.

Carrozzeria Orfeo: un nome che nasce, per caso, dalla contrapposizione di parole tra loro molto diverse. La concretezza di una carrozzeria e il simbolo dell’arte. Nella parola Carrozzeria c’è la fatica del mestiere, il sacrificio e la manualità dell’artigiano, del carrozziere che aggiusta e dà nuove forme alle cose, ma allo stesso tempo la volontà di vivere qualcosa di magico, di onirico, musicale.v

Il Processo in Scena all’Out Off

teatro_out_off_1In scena dal 23 al 28 aprile all’Out Off la piece Il processo, liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Kafka.

Si tratta di un’interessante produzione di tre giovani compagnie milanesi che si sono unite per realizzare un progetto comune.  Oltre all’interesse artistico in sé e all’argomento di grande attualità (La giustizia)  lo spettacolo rappresenta  una  nuova esperienza produttiva.

A vent’anni  da Tangentopoli, in un’era di facili accuse e di sovra esposizione mediatica, capaci di rendere sempre più insignificante e banale il concetto di legge, perfino quella morale, le tre giovani compagnie tentano di stravolgere  il significato de “Il processo”: e se l’oggetto dell’accusa mossa a K. fosse K. stesso, la sua incapacità di aprire la porta della Giustizia a lui destinata?

Un viaggio che mescola la tragedia inspiegabile a quel vuoto grottesco, in perfetto stile “kafkiano”, attraverso codici espressivi differenti, dalla danza, alla musica, alla prosa, fusi in un inedito amalgama unitario.

 Le compagnie b a b y g a n g, Sanpapié e Band à Part dopo tre anni di residenza presso lo Spazio MIL di Sesto San Giovanni (Mi), hanno presentato nel novembre 2011 lo spettacolo “K. il Processo” che esplicita il lavoro comune, fatto di confronti, discussioni e sperimentazioni.

Lo spettacolo, inoltre, è stato ospite nel marzo 2012 al Festival Luoghi Comuni 2012 di Bergamo l’1 e il 3 marzo.

Giorni Felici all’Out Off

teatro_out_off_1Dopo “Finale di partita” con Paolo Pierobon, Alessandro Genovesi, Giorgio Minneci, Elena Arcuri (2003) e “Aspettando Godot” con Gigio Alberti, Mario Sala, Alessandro Tedeschi e Davide Giacometti (2009) Lorenzo Loris mette in scena un altro capolavoro di Beckett: “Giorni Felici” e lo fa con l’attrice di riferimento di tanti suoi lavori: Elena Callegari.

 Winnie, è la protagonista di “Giorni Felici”, interrata fin sopra alla vita , dentro un monticello che si eleva al centro di una distesa di erba inaridita, parla in continuazione, interrompendosi soltanto per compiere i pochi gesti che la posizione le consente. La normalità delle sue frasi nell’anormalità della situazione è la chiave del dramma.

Un giorno a pranzo Beckett confidò all’attrice Brenda Bruce com’era arrivato a scrivere il testo:

« Beh, pensai che la cosa più terribile che possa succedere a qualcuno sia di non permettergli di dormire, così che ogni volta che sei lì lì per addormentarti c’è un “dong” e ti risvegli per forza. Stai affondando dentro la terra ed è pieno di formiche, e il sole risplende continuamene giorno e notte e non c’è un albero…. Così niente ombra, niente, e quella campana ti tiene sveglio per tutto il tempo e tutto quello che hai è un mucchietto di cose per guardarti per tutta la vita. E infine ho pensato: chi avrebbe potuto tenere testa a tutto questo e andarsene giù cantando? Soltanto una donna».

Dal 3 al 14 aprile 2013.