Alan Turing e la sua Mela avvelenata al teatro Libero

Il teatro Libero racconta la storia di Alan Turing, semi sconosciuto per la maggioranza delle persone ma uno dei padri dell’intelligenza artificiale. 

Opera dii Massimo Vincenzi, regia di Carlo Emilio Lerici, con Gianni de Feo.

Si tratta di un dialogo immaginario fra Alan Turing (1912-1954), e sua madre, tra lettere mai scritte e dialoghi mai avvenuti.

 A scandire il ritmo della narrazione, le vicende personali che l’hanno coinvolto, l’omossesualità per la quale fu condannato alla castrazione chimica. Una delle menti più geniali del nostro secolo morì  suicida mangiando una mela al cianuro.

Dal 24 al 30 Marzo 2012. Ingresso 19-11 euro.

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Serata di Poesia Russa al Franco Parenti

Si chiama “Aria Rubata”, questa serata speciale al Franco Parenti dedicata alla Poesia Russa.

Saranno letti versi di Achmatova, Mandel’štam, Cvetaeva, Pasternak, Majakovskij, Esenin.

“Aria rubata” chiamava Mandel’štam la poesia, cui il Teatro Franco Parenti dedica l’ultima, immancabile tappa del viaggio dentro l’anima russa. In compagnia di alcuni tra i più importanti poeti italiani contemporanei, letture e interventi, narrazioni e ricordi, intermezzi musicali e contributi poetici per riascoltare e far propria l’inimitabile voce di Achmatova, Mandel’štam, Cvetaeva,
Pasternak, Majakovskij, Esenin. Una dichiarazione d’amore per la poesia e di amicizia per il pubblico che il teatro invita a brindare con un bicchiere di vodka.

Lunedì 19 marzo. ore 21.00

L’Orlando Furioso all’Elfo

All’Elfo di Milano dal 20 al 25 marzo arriva Stefano Accorsi con il Orlando Furioso.

Tra i tanti spasimanti inseguitori, ce ne è uno, Orlando, che va precipitando di canto in canto dentro una modernissima patologia, di cui Ariosto è ironicamente consapevole, la fantasmagoria dell’amore non ricambiato. Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto, e mette al primo posto la furia dell’amore non corrisposto.

Orlando crede che per il solo fatto che è lui ad amare Angelica, lei debba essere sua, da sempre e per sempre, e non sopporterà che possa essere di un altro, specie poi quando scoprirà che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere del suo rango ma un semplice soldato di fanteria. Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente.

Ma qui gli inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e la furia vengono risolti con la leggerezza della rima, del gioco  sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità del volo, perché le storie servono sì a parlare  del mondo ma anche a renderlo meno terribile.

Le Affinità Elettive al Teatro della Memoria

Appuntamento con un classico della letteratura al Teatro della Memoria.

Le affinità elettive, liberamente ispirato all’opera omonima di Goethe, sono in programma dal 16 al 18 marzo e dal 23 al 26 marzo 2012.

Testo e regia di Danilo Caravàproduzione Teatro della MemoriaCon:Domitilla Colombo, Alberto Grasso, Gerardo Paganini, Camilla Pedesini, Roberto Sfondrini, al pianoforte, Greta Malerba. Consulenza musicale del maestro Adriano Bassi.

In questo spettacolo il testo e la musica romantica di Chopin, Beethoven, Mendelssohn, e Schumann si abbracciano selvaggiamente, come le due metà ritrovate dell’essere androgino del mito platonico, e la loro unione ci racconta le potenti ragioni del cuore, di fronte alle quali impotente si dichiara il “bon sens” cartesiano. Il microcosmo chimico ed il macrocosmo dei sentimenti obbedisce a questa legge di affinità elettiva, capace di ricombinare tra loro gli elementi

Elfo Puccini: due spettacoli per non dimenticare gli orrori delle guerre e delle deportazioni

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Tra il 1963 e il 1965 ebbe luogo uno dei più importanti processi legati ai crimini nazisti a Francoforte sul Meno. Qui, per la prima volta, la Repubblica Federale Tedesca affrontò in maniera impegnativa la questione delle responsabilità individuali, dirette, imputabili a esecutori di ogni grado, attivi nei recinti del lager di Auschwitz. Poiché la corte era composta da giudici tedeschi, che sul territorio della Germania processavano altri tedeschi, quel dibattito in tribunale fu la prima occasione che permise un serio confronto col passato nazista all’interno della Repubblica Federale. Peter Weiss assistette a molte sedute del processo di Francoforte, trasformando in poesia i verbali di deposizione di torturatori e deportati.
Dai verbali di questo procedimento penale, l’ autore ha tratto spunto per la costruzione di uno dei drammi teatrali più efficaci che siano stati scritti sul tema della deportazione nei Lager e nei centri di sterminio: L’istruttoria.

Weiss vide i volti e le espressioni degli imputati e dei testimoni, assistette al tentativo di far rientrare negli schemi della giustizia umana crimini non solo senza precedenti, ma inconcepibili.

Ispirandosi alla Commedia dantesca il dettato, che non usa nemmeno una parola non pronunciata al processo, è strutturato in undici episodi in forma di cantiche in versi liberi e in lacerti di prosa molto concisi. Sono domande e risposte articolate poeticamente secondo un crescendo di orrore, dalle quali emerge per gradi l’inconcepibile routine dei lager. La forza con cui Peter Weiss espone tutto ciò proviene dalla mancanza di enfasi: l’orrore dei fatti trattati esplode in tutta la sua potenza senza il bisogno di alcun artificio retorico, lasciando un segno profondo nella coscienza dello spettatore.

L’Istruttoria di Peter Weiss – Elfo Puccini, sala Fassbinder – dal 13 al 25 marzo. Martedì/sabato 21.00, domenica 16.30 – Intero 30 €, ridotto giovani/anziani 16 €, martedì posto unico 20 € – Durata: 2 h  – Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, biglietteria@elfo.org, www.elfo.org

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2 aprile 1992. Scoppia la guerra tra serbi e croati. In Italia si parla di lievi scontri, di guerriglie. Simone ha 23 anni, vive a Milano e ha lo spirito di un ragazzo come tanti. Deve andare in Croazia per portare i nonni materni in Italia, per precauzione. All’inizio è un ragazzino con la macchina fotografica, un “bauscia” – come lui stesso si definisce in dialetto milanese – che pensa che la guerra sia un reportage alla Robert Capa, tante immagini forti in bianco e nero. Poi, giorno dopo giorno, inizia una sua personale discesa all’inferno e nel dolore vero: i massacri dei villaggi, i tradimenti, l’odio della gente, i crocifissi sradicati, le moschee profanate, il tenere in braccio un compagno che muore. Ciò che colpisce forse ancora maggiormente è però il “dopo”, quello che è successo quando ritorna a Milano: il suo chiudersi in casa a guardare il muro, il suo vedere immaginari cecchini sui tetti delle case, il rifiuto di prendere i farmaci per il bisogno rabbioso di ricordare, il volere che gli altri gli facessero una domanda, che rompessero il muro di indifferenza e il bisogno di scappare al parco per rinchiudersi in una campana di silenzio. Nema problema (Storia di un ritorno) di Laura Forti è semplicemente la storia di uno come noi, che viveva a Milano e si è ritrovato in Croazia nel ’92, che è sopravvissuto al male e che ha cercato di non impazzire suonando il sassofono.

Nema problema (Storia di un ritorno) di Laura Forti – Elfo Puccini, sala Bausch/Nuove storie – dal 13 al 18 marzo. Feriali ore 19.30, domenica ore 18.00; posto unico 15 €; Infoline: 02/0066.06.06, biglietteria@elfo.org, www.elfo.org

La Storia di Evita Peron al Teatro della Luna

Al Teatro della Luna, dal 23 al 25 marzo, va in scena la storia di Evita Peron, donna controversa e bellissima, sicuramente una grande protagonista della storia argentina.

EVITA – La Duarte”, presentato dalla Fundación Julio Bocca e in Italia da MA.GI. Maipo Arte Giovane Internazionale, è uno sguardo speciale su Evita, dalla precaria infanzia nel borgo Los Toldos fino alla sua ascesa tra ricchezza e potere. Nello spettacolo, si esalta la personalità di questa carismatica donna che ha cambiato l’Argentina del XX secolo, al di là del racconto  strettamente storico-politico e cronologico.

Da non perdere!

Idoli all’Out Off

Idoli all’Out Off dal 19 al 25 marzo 2012.

se ti addormenti sotto alla neve non la senti la morte che arriva…”

Lo spettacolo esplora i nuovi vizi capitali della nostra società, le sue deformazioni individuali e collettive, le tendenze incontrollabili, spesso disastrose, che dietro l’apparente normalità degli uomini e del loro vivere quotidiano celano lo scenario inquietante di una società alla deriva. Conflittualità con il mondo esterno e con se stessi, noia di vivere, assenza di interessi, vuoto interiore, apatia morale, rabbia, frustrazioni… frammenti di umanità che si vanno ad incastonare all’interno di un desolante quadro di vita contemporanea. Una coppia, una famiglia, un nipote e un nonno sono i protagonisti di questa “commedia nera” nella quale nessuno è salvo. Crudele e grottesco. Divertente e osceno. Perché è proprio della vita l’intreccio tra l’odio feroce e una torta.